FACOLTA’
DI INGEGNERIA
Corso di Laurea in INGEGNERIA
MECCANICA

DISEGNO
ASSISTITO DAL CALCOLATORE II
Modellazione
di una FIAT 500
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Chiar.mo Prof. F. Mandorli |
studente: Tartaglini Daniel |
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matricola: 1009899 |
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e-mail: danielnet@infinito.it |
Anno Accademico 2004/2005
Il progetto si propone di riprodurre la carrozzeria di una
Fiat 500 del 1968.

La Fiat 500 è forse l'automobile che più di ogni altra ha
segnato un'epoca.
Dalla sua prima apparizione, nel lontano 1957, al 1975,
quando la Casa torinese decise di sospendere la produzione, furono circa 5
milioni gli esemplari costruiti. Ma la 500 è stata molto di più che una piccola
auto di grandissima popolarità. E' stata soprattutto un'idea, un atteggiamento,
uno stile di vita che ha accomunato gli italiani di tutti i livelli sociali,
diventando il simbolo giovane e gioioso del Paese nel pieno della ripresa
economica.

Voluta dai vertici della Fiat per soddisfare i desideri e le
necessità di tutti quegli italiani che ancora non si erano potuti comperare
un'auto, alla nuova nata venne dato il nome di "Nuova 500" ed il
compito di colmare il settore lasciato vuoto dalla 500 C "Topolino".

Vettura molto spartana, concepita dall’ing.Giocosa per
garantire consumi e costi d’esercizio ridotti all’osso, montava posteriormente
un motore bicilindrico raffreddato ad aria, con una cilindrata di soli 479 cc.
ed una potenza di 13 CV, sufficienti a spingerla ad 85 km/h.
Il suo costo, decisamente basso, era di sole 390.000 lire nel
1958.
La modellazione è stata condotta impiegando quale principale
riferimento le viste in proiezione ortogonale del corpo vettura, opportunamente
modificate (suddivisione, ridimensionamento, modifica del colore dello sfondo e
individuazione assi di simmetria) con un programma di grafica raster e collocate come Bitmap di sfondo nelle quattro viste
principali. In questa occasione si è provveduto a ridimensionare in maniera più
conveniente le finestre delle varie viste (Fig.
1).
Ulteriore ausilio alla comprensione delle forme e delle geometrie
da modellare è stato fornito da diverso materiale fotografico, già in mio
possesso o acquisito per l’occasione. (Fig.
2)

Fig. 1 – Impostazione delle Bitmap di sfondo.




Fig. 2 – Esempio di materiale fotografico di
riferimento.
Considerata la perfetta simmetria dell'oggetto, si è
inizialmente presa in considerazione solo metà carrozzeria, andando a definirne
la silhouette attraverso le curve principali, tracciate con particolare
attenzione al rispetto della tangenza nei punti finali delle stesse.
In particolare, per il disegno e la manipolazione delle
curve si è fatto ampio uso degli Snap
configurabili, dei comandi Ricostruisci
e Combina curve, nonché della
possibilità di Inserimento/Cancellazione
locale dei Control points offerta dal Bonus Tool 3.
Sulla base di queste curve è iniziata la modellazione del
padiglione, del cofano anteriore e della fiancata (Fig. 3), principalmente
tramite i comandi di Sweep 2 binari e
Superficie per rete di curve.
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500.3dm - Rhinoceros
Rhino3.exe
11/10/2005 , 22/01/13](./Fiat%20500_file/image020.gif)
Fig. 3 – Modellazione del padiglione, del cofano
anteriore e della fiancata.
Contestualmente all’avanzare dei lavori, sono stati
organizzati Layers per le varie
tipologie di oggetti: per agevolare la localizzazione
di curve e superfici è risultata molto utile l’adozione di piani “wireframe” e
“superfici”, nonché di uno o più piani provvisori sui quali disegnare,
proiettare o riportare.
Per le parti di carrozzeria più complesse, come il frontale
dell’automobile con le sedi dei gruppi ottici bombate, si è optato per una
strategia migliorativa; a partire da una superficie di Sweep 2 binari, (Fig. 4)
riguardante l’intera carrozzeria al di sotto della linea di cintura, si è
proceduto ad una più accurata ricostruzione delle geometrie della vettura
tramite l’Estrazione e la modifica delle isocurve (Fig. 5).
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500.3dm - Rhinoceros
Rhino3.exe
11/10/2005 , 23/02/42](./Fiat%20500_file/image022.gif)
Fig. 4 – Superficie di partenza per la realizzazione
del frontale e della fiancata.
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500 cofano2.3dm - Rhinoceros
Rhino3.exe
15/10/2005 , 12/35/42](./Fiat%20500_file/image024.gif)
Fig. 5 – Fase di lavorazione del frontale e della
fiancata.
In questa fase di realizzazione, ed in particolare per la
modellazione del frontale, le isocurve opportunamente modificate sono state la
base per l’impiego dei comandi Superficie
per rete di curve (che consente di gestire la continuità con le superfici
adiacenti) e Superficie Patch (che fornisce risultati generalmente
migliori rispetto a Superficie per curve
di bordo, ma richiede lavoro supplementare di Trim manuale) (Fig. 6).
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500.3dm - Rhinoceros - [Perspective]
Rhino3.exe
16/10/2005 , 19/05/54](./Fiat%20500_file/image026.gif)
Fig. 6 – Fase avanzata di lavorazione del frontale.
Definita nelle sue forme principali la carrozzeria, con il
comando Copia speculare si è potuto
verificare ed eventualmente correggere l’andamento delle superfici nei punti di
giunzione (Fig. 7).
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500 2.0.3dm - Rhinoceros
Rhino3.exe
18/10/2005 , 19/27/10](./Fiat%20500_file/image028.gif)
Fig. 7 – Duplicazione speculare.
Le successive lavorazioni hanno interessato il padiglione e
la coda, suddivisi con il comando Trim,
ricollocati e ricongiunti con il
comando Congiungi superfici per il
conferimento della corretta geometria (Fig.
8).
Il tetto in tela è stato ottenuto ricostruendo con uno Sweep 2 binari dall’andamento
irregolare, la porzione di tetto corrispondente, in maniera tale da lasciar
intuire la struttura metallica di sostegno sottostante.
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500 3.0.3dm - Rhinoceros
Rhino3.exe
19/10/2005 , 11/37/57](./Fiat%20500_file/image030.gif)
Fig. 8 – Fase di modellazione del tetto.
Disegnate sul piano verticale le curve relative alle
superfici vetrate (duplicate con il comando Scala
2D per l’ottenimento delle guarnizioni in gomma) e ai passaruota, sono
stati effettuati i Trim e le Suddivisioni necessarie alla successiva ricostruzione delle
superfici in oggetto (Fig. 9 e 10).
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500 4.0.3dm - Rhinoceros - [Prospettica]
Rhino3.exe
19/10/2005 , 13/22/20](./Fiat%20500_file/image032.gif)
Fig. 9 – Proiezione delle curve sulle superfici.
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500 5.0.3dm - Rhinoceros - [Prospettica]
Rhino3.exe
19/10/2005 , 16/51/36](./Fiat%20500_file/image034.gif)
Fig. 10 – Realizzazione delle guarnizioni di
finestrini, lunotto e parabrezza.
Le fasi finali della modellazione hanno interessato numerosi
dettagli in grado di aumentare il realismo della vettura, quali:
- gruppi ottici anteriori e
posteriori (Sweep 1/2 binari, Solido Paraboloide, etc),
- linee di giunzione tra le lamiere in corrispondenza
delle portiere e del cofano motore (Sweep
2 binari, Congiungi superfici),
- gocciolatoi,
- paraurti anteriore e
posteriore,
- fondo vettura (Superfici Patch, Estrusione lineare),
- griglie di aerazione sul
cofano motore (Suddividi superfici,
Congiungi superfici),
- targa,
- luce-targa,
- maniglie,
- nervatura sul cofano
anteriore
- stemma FIAT sul cofano
anteriore
- cerchioni in acciaio con
pneumatici (Superficie di rivoluzione).
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500 9.0.3dm - Rhinoceros - [Prospettica]
Rhino3.exe
23/10/2005 , 22/48/19](./Fiat%20500_file/image036.gif)
Fig. 11 – La vista posteriore della vettura, completa
dei dettagli.
![[SCM]actwin,0,0,0,0;Fiat 500 9.0.3dm - Rhinoceros - [Prospettica]
Rhino3.exe
23/10/2005 , 19/05/18](./Fiat%20500_file/image038.gif)
Fig. 12 – Particolare della realizzazione delle
griglie di aerazione sul cofano motore.
Le principali difficoltà sono state incontrate durante la
modellazione del frontale, in particolare nella zona che dall’arco passaruota
si estende fino a definire la sede dei gruppi ottici anteriori. La
particolarità delle forme non consentiva una realizzazione in pezzo unico ed ha
richiesto una sostanziale modifica della strategia di modellazione: la zona è
stata idealmente suddivisa in superfici più facilmente realizzabili tramite la
costruzione di reti di curve, spesso a partire dalle isocurve di superfici
preliminari.
In questa occasione è stata riscontrata la difficoltà del
programma a lavorare con più Snap
inseriti (non è previsto il
contemporaneo soddisfacimento di più condizioni di snap, ad es.
Vicinanza e Ortogonalità).
Inoltre, poiché il sistema
ridefinisce automaticamente i Punti di
passaggio delle curve, che dunque non corrispondono a quelli impostati
dall’utente in fase di costruzione, è risultata inizialmente difficoltosa la
manipolazione delle curve facenti parte di reti, che continuamente perdevano i
punti di intersezione.
Le operazioni di Trim e Suddivisione su polisuperfici non accettano curve come Oggetti di
taglio: il problema è stato alternativamente aggirato impiegando il comando Esplodi sulle polisuperfici o ricavando
opportune Superfici di taglio, ad es. tramite Estrusione lineare delle Curve di taglio.
La necessaria condizione di adiacenza e continuità tra le
superfici generate è stata soddisfatta in parte direttamente in fase di
modellazione (impiego di comandi che consentono la gestione diretta della continuità
tra i bordi) ed in parte in una fase successiva di ottimizzazione, tramite
l’impiego dei comandi Congiungi superfici,
Combina superfici, Congiungi 2 bordi aperti e tramite
l’adozione di opportuni Raccordi
tra superfici.
Infine, poichè Rhino non permette di effettuare delle prove
di modellazione, essendo sprovvisto di un Path-finder e limitato nell’annullare
le ultime operazioni, si è proceduto attraverso una serie di salvataggi
incrementali del lavoro di volta in volta svolto.
A
completamento del lavoro di modellazione, sono state prodotte alcune immagini
in ray-tracing per mezzo del modulo “Flamingo
Raytrace”.
La modalità di
rendering in ray-tracing è stata
preferita a quella di tipo fotometrico
poiché, come indicato nella Guida all’uso
di Flamingo, espressamente “dedicata
a scene create in studio come ad esempio accade nella presentazione di prodotti
quali automobili, o altri oggetti, o in strutture tipo espositori. Queste
scene, infatti, hanno la caratteristica di avere un campo inferiore di
illuminazione. Effetti di luce non realistici, inoltre, spesso evidenziano
parti degli oggetti in modo speciale.”
A questo scopo, si è ritenuto conveniente ridefinire i Layers in maniera tale da consentire una
più rapida assegnazione dei materiali agli oggetti in essi contenuti.
Sono state condotte diverse prove di illuminazione e di
materiali; per il piano di appoggio è stato appositamente creato un materiale
altamente riflettente, mentre per i particolari in acciaio è stato adottato un
materiale già presente in Libreria. L’assenza
nel modello dei particolari degli interni ha suggerito l’adozione, per le
superfici vetrate, di un vetro brunito ad alta riflessività.
Per i pannelli della carrozzeria, infine, sono state
previste tre tinte:
- Pewter Metallic, presente in Libreria, abbinato ad
una capote in tela plastificata rossa
(immagini:
“FIAT 500 – 01.jpg” e “FIAT 500 – 02.jpg”);
- Car Finish-Red, presente in
Libreria, abbinato ad una capote in tela plastificata nera
(
immagini: “FIAT 500 – 03.jpg”, “FIAT 500 – 04.jpg” e “FIAT 500 – 05.jpg” );
- Grigio Metallizzato,
con riflessi Viola, creato appositamente. I particolari riflessi sono stati
ottenuti definendo il materiale tramite la procedura Angular Blend, che consente di creare materiali le
cui caratteristiche variano al variare dell'angolo di visuale rispetto alla
superficie dell'oggetto.
(immagini: “FIAT 500 – 04.jpg” e “FIAT 500 – 05.jpg” ).

Fig. 13 -
“FIAT 500 – 01.jpg”

Fig. 14 –
“FIAT 500 – 02.jpg”

Fig. 15 –
“FIAT 500 – 03.jpg”

Fig. 16 –
“FIAT 500 – 04.jpg”

Fig. 17 –
“FIAT 500 – 05.jpg”.