
Facoltà di Ingegneria
Corso di laurea in Ingegneria meccanica
Corso di Disegno assistito dal
calcolatore I
Anno Accademico 2004/05
Studente:Bellachioma Nicolino
Matricola:1003416
Modellazione del
differenziale di un Nissan Cabstar utilizzando Solid Edge V17
L’oggetto
modellato,il funzionamento e le fonti.
L’idea della modellazione di un differenziale proviene
essenzialmente dalla curiosità che questo componente mi ha sempre suscitato e
dalla possibilità di averlo a disposizione. Prima della modellazione, inoltre,
non avevo compreso appieno il suo completo funzionamento e la necessità di
alcuni suoi componenti.
L’ utilizzo del differenziale ha il seguente scopo:
trasmettere il moto dal cambio all’asse di trazione (nella maggior parte dei
casi, come in questo, la trazione è posteriore). Oltre alla semplice
trasmissione meccanica questo componente riesce a far variare la direzione della
rotazione tramite un ingranaggio ipoide chiamato generalmente coppia conica.
Ogni componente ha inoltre una sua precisa funzione:
-La flangia è collegata all’albero
motore tramite un collegamento ad attrito e più precisamente con quattro
bulloni. L’albero motore, che è responsabile della trasmissione del moto dal
cambio al differenziale, trasmette, quindi, il momento torcente alla flangia
che è collegata tramite profili scanalati al pignone. Sulla flangia, inoltre, è
presente un paraolio affinché il lubrificante presente nel differenziale non
fuoriesca.
-Il pignone, che riceva il moto
rotatorio dalla flangia, trasmette a sua volta quest’ ultimo alla “ruota
condotta” che per la sua particolare posizione “ruota” l’ asse di rotazione di
novanta gradi. Il grado di libertà concesso al pignone è solo quello della
rotazione attorno al proprio asse in quanto è collegato alla flangia sia da
profili scanalati, come osservato precedentemente, sia da un dado che ne
impedisce la traslazione lungo il proprio asse.
-La ruota condotta è a sua volta
collegata tramite nove viti al portatreno, quindi quest’ ultimo ruota solidalmente
alla ruota.
-All’ interno del portatreno ci sono
due satelliti e due planetari: mentre i satelliti sono costretti a ruotare
attorno all’asse del portatreno, essendo collegati ad esso tramite un albero, i
due planetari, a cui sono collegati i semiassi che trasmettono il moto alle
ruote, sono svicolati da questa rotazione.
La funzione particolarmente interessante e per me, come già
esposto precedentemente, di difficile comprensione riguarda la capacità del
differenziale di permettere l’assunzione di velocità di rotazione differenti ai
due semiassi collegati ai planetari. Considerando una strada diritta le
velocità di rotazione delle due ruote sono identiche. Questo perché il moto,
dalla ruota condotta ai planetari, è dovuto essenzialmente all’ ostacolo che i satelliti
offrono ai planetari. Nel caso di una curva, in cui le velocità di rotazione
dei due semiassi sono differenti, i satelliti, ruotando attorno al proprio
asse, consentono ai planetari di avere velocità angolari diverse tra loro e
diverse da quella della ruota condotta.

Figura 1: I componenti del differenziale
La strategia
di modellazione.
La strategia di modellazione dalla quale sono partito è
stata quella di rappresentare in maniera molto fedele quello che è il modello
reale di ogni singolo componente. Col proseguire del lavoro ho parzialmente
abbandonato questo intento perché parallelamente alla modellazione Part dei
singoli componenti ho preferito lavorare anche in ambiente Assembly quindi ogni
qualvolta realizzavo un componente lo inserivo nell’ assieme. Questo ha portato
all’ individuazione, pressoché immediata, di errori di misurazione, dato che
avevo la necessità di non avere interferenze piuttosto che rispettare
fedelmente il modello reale, e quindi di modellazione. In questo modo ho
prevenuto il lavoro aggiuntivo che mi sarei dovuto sorbire se avessi prima
modellato i componenti e se li avessi assemblati successivamente.
Utilizzando quindi questa strategia sono partito dalla
modellazione dei componenti interni (satelliti e planetari) fino ad arrivare
alla cassa esterna che come si può vedere è stata creata direttamente
sull’assieme finale e notevolmente semplificata dato lo scarsa necessità di
precisione richiesta per quest’ ultimo.
Passaggi
dettagliati per la modellazione di alcuni componenti.
- Per la modellazione del satellite (figura 4) e del
planetario (figura 3) ho seguito il ciclo di lavorazione proprio di questi
componenti. Partendo dai modelli reali ho dapprima costruito una protusione di
rivoluzione da un profilo ottenuto dalla misurazione diretta sui componenti.
Successivamente ho effettuato uno scavo, considerando il profilo ad evolvente
da ottenere sui fianchi dei denti ed infine utilizzando il comando “Campitura
circolare” ho creato la dentatura. Sul planetario, inoltre, ho generato uno
scavo ed una campitura per creare il profilo scanalato che collega questo
componente al semiasse.
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Figura 2: Satelliti, planetari e relativi
spessori |
Figura 3: Profili utilizzati per la
dentatura del planetario |
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Figura 4: Profili utilizzati per la
dentatura del satellite |
Figura 6: Spessore satellite |
- La ruota condotta (figura 7) è
stata modellata in modo simile ai satelliti e ai planetari. All’ inizio sono
partito con la solita protusione di rivoluzione di un profilo ricavato dal modello
reale ma invece di effettuare uno scavo che riproducesse la dentatura ho
preferito creare una protusione del dente e successivamente, utilizzando il
comando di campitura circolare, ho concluso la modellazione. Al contrario dei
satelliti e planetari la modellazione del dente in questo componente si è
rivelata molto più complicata. Questo perché il dente, che nei componenti
precedentemente illustrati è diritto, in questo caso è elicoidale. Per questo
ho generato due profili che riproducessero il profilo ad evolvente del dente
alle due estremità ed infine tramite la generazione di due curve, su piani
opportunamente creati, che collegano i profili suddetti (figura 8) ho
utilizzato il comando “Protusione di scorrimento” per modellare dente. Alla
fine sul retro ho modellato i fori filettati, tramite il comando “Crea foro“,
per l’accoppiamento tramite viti con il portatreno.
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Figura 7: La ruota condotta |
Figura 8: Ruota condotta e relativi
profili per la costruzione del dente |
- Per il portatreno (figura 9) ho seguito una strategia
diversa. Come accennato precedentemente la modellazione dei componenti è
progredita parallelamente all’ assemblaggio degli stessi (figura 11) quindi
prima di iniziare la modellazione ho assemblato i satelliti e i planetari e
prese le dimensioni di ingombro di questi ultimi ho costruito il portatreno
controllando continuamente l’eventuale presenza di interferenze.
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Figura 9:
Il portatreno |
Figura
10: Portatreno modellato |
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Figura
11: Preassemblaggio utilizzato per il portatreno |
Figura
12: Assemblaggio completo |
L’assieme.
L’ambiente Assembly di Solid Edge è stato,
all’inizio, molto complicato da comprendere ed utilizzare soprattutto avendo
già dimestichezza con il medesimo ambiente in Solid Works. Quest’ ultimo
infatti è, a mio parere, più semplice da intuire ed utilizzare. La mancanza,
inoltre, di un accoppiamento tra ingranaggi, presente invece in Solid Works, ha
complicato ulteriormente il mio lavoro. Nell’ accoppiare i satelliti e
planetari non ho avuto particolari problemi essendo gli assi di questi ultimi
perpendicolari tra loro. Nell’ accoppiare invece la coppia conica ho impiegato
quasi due giorni per trovare una posizione che non creasse interferenza tra i
denti: non avendo, infatti, la posizione dell’asse del pignone rispetto a
quello della ruota condotta ho dovuto fare tutto manualmente (figura 13). La
coppia conica, come del resto i satelliti e i planetari, sono disaccoppiati a
causa della mancanza di un idoneo comando, cioè se nell’assieme si muove uno di questi componenti quello a contatto
con quest’ ultimo non si muove. Una volta assemblata la coppia conica ho
creato, sulla base delle dimensioni di ingombro, la cassa esterna.
I draft.
Le tavole richieste sono quelle dell’ esploso,
di un componente e del complessivo.
- La tavola dell’ esploso (figura 14) è stata
creata utilizzando il relativo ambiente. Per dare maggiore rilevanza ai
componenti ho aggiunto dei colori “assurdi”. Il comando di esplosione
automatica non ha dato i risultati sperati quindi ho dovuto esplodere l’ intero
differenziale manualmente.
- Per la tavola del componente (figura 15) ho
scelto uno dei pezzi più significativi e cioè il pignone. La rappresentazione
utilizzata è conforme alla norma UNI 7282.
- La tavola del complessivo (figura 16) è stata
quella che ha dato più problemi soprattutto per la rappresentazione dei singoli
componenti nella sezione. Infatti nell’ assieme ho utilizzato una
semplificazioni dei cuscinetti rappresentati come cilindri forati. Per
l’assieme ho creato dei sottoassiemi dei cuscinetti in cui ho inserito due
corpi volventi, posizionati in maniera opportuna all’interno dell’assieme, in
modo che nella messa in tavola si avesse la conformità alla loro
rappresentazione proposta dalle norme UNI. Ho, inoltre, modificato il pignone e
tutti i componenti dentati in modo che nella tavola non apparissero i denti
(figura 19). Ho avuto, inoltre, bisogno di due viste per una buona comprensione
del disegno. Nella vista superiore ho eliminato, tramite gli opportuni comandi
nelle opzioni, i bordi nascosti a vantaggio di una migliore comprensione e
pulizia del disegno anche se in alcuni casi non ho rispettato le norme. La
pallinatura è stata creata manualmente cercando di rispettare l’ordine proposto
dalle norme (ordine di montaggio o smontaggio).
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Figura 13
: Accoppiamento ingranaggio ipoide |
Figura 14 : Tavola dell’ esploso
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Figura
15: Tavola del pignone |
Figura
16: Tavola del complessivo |
Difficoltà
incontrate.
Le difficoltà incontrate sono state dovute più al non sapere
utilizzare i comandi che alla effettiva difficoltà del componente. L’unico
componente che ha richiesto molto più tempo del previsto è stato il pignone
(figura 17). Questo è stato modellato con lo stesso metodo della ruota condotta
ossia creando una protusione di rivoluzione, successivamente un dente ed
effettuando una campitura circolare di quest’ ultimo. Il problema si è verificato
nella modellazione del dente. Come nel caso della ruota condotta il dente è
elicoidale ma a differenza del primo la curvatura è maggiore. Nella ruota
condotta ho avuto la possibilità di disegnare due piani su cui far giacere le
curve guida della protusione mentre in questo caso avrei dovuto creare due
superfici che curvassero di novanta gradi. Come si può vedere in figura il
dente compie una rotazione di novanta gradi. La modellazione ha richiesto molte
prove ma soprattutto molta fantasia. Dapprima ho creato i profili limite del
dente e successivamente, per utilizzare il comando “Protusione di scorrimento”,
ho creato due curve. Affinché queste avessero un andamento che riproducesse
fedelmente quello reale ho creato un profilo intermedio del dente e ho
posizionato le curve sui punti strategici dei tre profili (figura 18). Il
risultato ottenuto è stato il migliore e, come si può vedere in figura,
rispecchia fedelmente il modello reale.
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Figura 17 : Il
pignone |
Figura 18 : Il pignone modellato e le curve per la
creazione del dente |
Applicazioni
complementari.
Conclusa la modellazione e l’assemblaggio sono passato all’ utilizzo di Simply motion per effettuare alcune animazioni. Simply motion è uno strumento di semplice utilizzo e di elevata efficacia dal punto di vista visivo. Il problema è stato quello relativo al non avere un giunto idoneo all’accoppiamento degli ingranaggi. Ho dovuto, quindi, vincolare a terra le parti ferme e dare diverse velocità ai componenti in rotazione verificando volta per volta l’eventuale presenza di interferenze. Le immagini sono relative ai classici tipi in cui si trova a lavorare il differenziale. Nel primo caso il differenziale si trova a percorrere una strada diritta quindi i planetari sono solidali al portatreno, nel secondo il differenziale si trova in curva e i planetari hanno velocità di rotazione diversa mentre nel terzo caso il differenziale è alzato da terra e i planetari hanno velocità di modulo uguale ma di segno opposto.
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Figura 19: Assieme utilizzato per la tavola del complessivo |
Figura 20: La flangia, il paraolio e il dado |
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Figura 21: Organi di fissaggio, ghiera e antisvitamento |
Figura 22: La cassa e l’albero |