Facoltà
di Ingegneria
Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica
Disegno
Assistito dal Calcolatore I
Docente: prof. F. Mandorli
MODELLAZIONE DI UN TAGLIACAPELLI
Studenti:
DI MATTEO MARIANO Matr.
1013344
marius84@libero.it
LUZI WILLIAM Matr. 1013335
williamluzi@alice.it
Il prodotto modellato è un tagliacapelli della Remington.
Esso è composto
essenzialmente da un guscio esterno di forma ellittica al cui interno sono
posti una lama che prende il suo moto da un oscillatore mosso magneticamente da
una bobina.
Per poter modellare si è
partiti con il ricavare le dimensioni direttamente dall’oggetto reale. Nella
modellazione si è cercato di riprodurre il più fedelmente possibile la
geometria nonché le proporzioni delle varie parti.
All’inizio
sono state create tutte le parti interne e poi il guscio esterno.
Si
è cominciato con la modellazione della lama e della basetta sulla quale
oscilla. Per entrambe si e cominciato da una protrusione con la quale è stato conferito anche lo
spessore. Con uno scavo e una campitura si sono ottenuti i denti
e con degli scavi le sedi per le viti (filettate le sedi per le viti non
svasate).Per la sua particolare geometria la modellazione della lama è stata
più difficoltosa.


Successivamente
si è passati alla modellazione dei due “fermi” nell’ambiente sheet metal per cercare di ottenere un disegno utile alla
produzione. I pezzi infatti nella realtà sono stati sicuramente realizzati
tramite la piegatura di lamiera. Per togliere materiale è stato utilizzato il
comando scavo
normale.
Quindi
è stato realizzato l’oscillatore attraverso protrusioni successive: si è
cercato per quanto possibile di riprodurre nello schizzo delle protrusioni la
geometria del pezzo per non appesantire la modellazione con eccessivi scavi. I
particolari sono stati curati nel dettaglio ed infatti sono state realizzate
anche le nervature di rinforzo, con il comando nervature alla parte dell’oscillatore
che trasmette il moto alla lama.

Successivamente
si è passati alla modellazione dell’interruttore di accensione e spegnimento diviso
in due parti:il box interruttore e l’interruttore vero e proprio. Il box è
stato realizzato con semplici protusioni
e scavi mentre i numeri impressi sull’interruttore sono stati creati proiettando
uno schizzo sulla faccia superiore e protrudendo normalmente da quella
proiezione.


In
pratica l’accensione della macchina avviene tramite un pulsante esterno che
muove quello interno. Per modellare tale pulsante si è per prima fatta una
protrusione con la forma di ellissoide del pezzo e poi è stata data la forma
curva attraverso il comando sostituisci faccia con il quale sono state appunto sostituite la faccia superiore e
inferiore del pulsante con delle superfici ottenute tramite il comando superfici di estrusione
mediante il quale è possibile ottenere una superficie a partire da un profilo.
Per il profilo della faccia inferiore del pulsante la modellazione è stata
fatta in ambiente asm per ricreare la stessa curvatura del guscio superiore del
tagliacapelli.

Il
cavo è stato modellato con una protrusione di scorrimento mentre la spina
con una protrusione
di loft avendo precedentemente fatto diversi schizzi con la
geometria della spina stessa per lo scopo.


Per
realizzare la molla si è usato il comando protrusione elicoidale.

Le
viti e le altre parti sono state realizzate con semplici protrusioni e scavi e
avendo fatto attenzione a dare la filettatura alle viti.
Infine
si è passati alla modellazione del guscio. All’inizio si è pensato di scomporlo
in due geometrie,una ellittica e l’altra simile a un parallelepipedo ma poi si
è optato per una modellazione unica tramite una protrusione di loft. Anche
qui sono stati molto importanti gli schizzi da far seguire alla protrusione.

Una volta completata la
realizzazione di tutti i pezzi in Part,
questi ultimi sono stati messi insieme nell’ambiente Assembly.
Si è pensato innanzitutto di
realizzare più sottoassiemi ed infine
l’assieme complessivo nel quale sono stati utilizzati i sottoassiemi creati in
precedenza.
Per la maggior parte degli
elementi è stata utilizzata la relazione “accoppiamento di superfici”, “allineamento
assiale ” e “allineamento planare”. Solo per l’anello
seger si è utilizzato la relazione “inserisci”.
Una volta realizzato
l’assemblaggio dei vari componenti è stato possibile creare i fili elettrici
che fuoriescono dalla bobina e arrivano all’interruttore entrando nell’ambiente
XpresRoute.

La realizzazione dell’esploso,
conseguente all’assemblaggio, è stata fatta manualmente, perché in automatico
la maggior parte dei pezzi è risultata fuori posto la posizione è stata quindi
modificata in modo da rendere corretto e comprensibile l’ordine di montaggio
delle varie parti.

Il lavoro sul programma
“SolidEdge” si è concluso con la realizzazione delle tavole. E’ stato scelto come
pezzo da analizzare la bobina, sono state ricavate le viste necessarie e
per la corretta comprensione del pezzo con la relativa quotatura.
La seconda tavola contiene
l’esploso dell’intero tagliacapelli.
A queste tavole è stata
aggiunta quella dell’assieme con le relative dimensioni di ingombro e
pallinatura con distinta componenti.

3. ASPETTI
DI VARIABILITÀ GEOMETRICA
Tutti gli schizzi per la
generazione di scavi, protusioni, etc. sono stati quotati in modo da renderne
agevole l’eventuale modifica.
Inoltre prima della
realizzazione dei vari componenti, con il comando “Proprietà” del menù File è
stato possibile modificare le caratteristiche, in particolare le unità (lettura
lunghezza, angolo, area).
Un
pezzo che ha creato diverse difficoltà è stato il guscio esterno. Come detto si
sono fatti più tentativi prima tentando di scomporre le varie geometrie e poi
scegliendo una modellazione unica con una protrusione di loft. Si sono
riscontrate alcune difficoltà per la campitura dello scavo utilizzato per la
creazione dei denti di lama e basetta.
Anche
per realizzare il pulsante si sono fatti diversi tentativi prima di arrivare
all’utilizzo del sostituisci facce che ha ricreato la geometria ottimale del
pezzo.
L’ambiente
motion è
stato di difficile utilizzo dato che il programma non considera il principio di
azione e reazione dei corpi ed è quindi stato necessario dare la giusta fasatura
tra i due movimenti simultanei dell’oscillatore e della lama tramite un
procedimento iterativo.