
Università Politecnica delle Marche
Facoltà di
Ingegneria
Corso di
Disegno Assistito dal Calcolatore I
Docente:
Prof. Mandorli
MODELLAZIONE PARAMETRICA E SIMULAZIONE DI UN MECCANISMO DI DISTRIBUZIONE DESMODROMICA
PER MOTORI MOTOCICLISTICI
di Federico Gaggiotti
matr. 1005390
1 – Il prodotto
Il prodotto modellato è un meccanismo di
distribuzione desmodromica per motori motociclistici. In particolare si tratta di
motori Ducati, l’unico produttore ad adottare questo schema. Come dati di
partenza sono state utilizzate le misure dichiarate dal costruttore e dei
disegni tratti dal libretto di manutenzione del veicolo. In particolare si è
rivelata molto utile la seguente vista in sezione della testa del cilindro:

Da quest’immagine sono state ricavate anche
le dimensioni non dichiarate degli organi fondamentali, partendo dalle misure
conosciute.
Inoltre il modello tridimensionale prodotto
è collegato ad un foglio Excel che permette di variare i parametri fondamentali
della distribuzione (angoli di apertura e chiusura, diametro delle valvole a
fungo, inclinazione ed alzata delle stesse), per poi osservarne gli effetti e
valutare le soluzioni più performanti, anche con l’ausilio della simulazione.
2 – Strategia di modellazione
La maggior parte dei componenti
presenta geometria abbastanza semplice, ottenibile con protrusioni e scavi,
raramente loft (valvole e bilancieri). È stata utile la feature “Nervatura” per
i bilancieri, mentre il comando “Raccordo” è servito per addolcire i bordi
spigolosi in tutte le parti. Inoltre si è utilizzata la feature campitura per i
fori di alleggerimento nelle camme di chiusura, con la variante che la distanza
tra i fori cambia in funzione degli angoli di distribuzione previsti. Da notare
il fatto che i bilancieri, probabilmente le parti più complesse dell’assieme,
erano stati ottenuti interamente da loft, ma in sede di assemblaggio questo
comportava dei problemi (meglio descritti nel seguito) che hanno richiesto
l’utilizzo di una diversa strategia, decisamente meno comoda, basata su protrusioni
e scavi.
I
bilancieri di chiusura sono di due tipi, l’uno simmetrico dell’altro, quindi è
stato creato un solo modello; l’altro è collegato a questo mediante la feature
“Copia parte”, con l’opportuna opzione per la simmetria.
Il bicchierino in testa alla valvola
è stato modellato con una semplificazione: è costituito da un solo corpo mentre
in realtà dovrebbe avere due parti fissate tramite un anello che fa da battuta,
come si vede nell’ingrandimento della sezione riportato a fianco. Con il tipo
di modellazione usato il bicchierino risulta impossibile da montare!
Una
semplificazione più consistente, che ha conseguenze importanti sulla cinematica
del meccanismo, è stata introdotta nelle camme, il cui complesso profilo è
stato approssimato usando archi di cerchio raccordati (vedi figura). Ciò è
stato necessario per poter introdurre la variabilità degli angoli
caratteristici.
La fase che si è rivelata più
complessa è stata quella dell’assemblaggio. Non avendo modellato il basamento
del motore, mancava la parte fissa su cui basare il montaggio delle altre
parti. Quindi sono stati modellati dei perni che fanno le veci del basamento. I
perni sono posizionati in riferimento a degli schizzi, le cui quote variano
quando si cambiano alcune dimensioni caratteristiche. In particolare gli alberi
a camme devono allontanarsi quando si aumenta l’angolo di inclinazione delle
valvole rispetto all’asse del cilindro.
Nella fase dell’assemblaggio sono
anche emersi i problemi relativi alla forma dei bilancieri, inizialmente
ricavati con loft. Il sistema, per poter definire un vincolo di camma, richiede
un loop chiuso di facce (il profilo della camma) e una faccia del corpo che
funge da punteria. Quest’ultima faccia deve essere piana, sferica o cilindrica,
quindi la superficie complessa ottenuta dal loft non risultava adatta allo
scopo. L’unico modo per risolvere il problema è risultato quello di rimodellare
i bilancieri usando scavi e protrusioni. Un simile discorso vale per le
relazioni di tangenza tra superfici.
3 – Aspetti di variabilità geometrica
I parametri caratteristici della
distribuzione sono controllati attraverso un foglio di calcolo Excel. Particolari
quote come i diametri delle valvole, le alzate delle stesse, gli angoli
caratteristici di apertura e chiusura possono essere cambiate manualmente
oppure si possono utilizzare le dimensioni realmente utilizzate in specifici
modelli Ducati premendo i pulsanti visibili nella seguente schermata.

I
pulsanti citati danno il via a delle macro che inseriscono i giusti valori
nelle celle delle quote.
Un particolare accorgimento è stato
quello di calcolare, in una cella nascosta, la distanza tra gli alberi a camme
in funzione dell’angolo di inclinazione delle valvole. Si può osservare nel
modello come sia stata significativa in questo senso l’evoluzione dal motore
996 al motore 999. La drastica diminuzione di questo angolo si traduce in una
notevole compattezza del meccanismo nel suo complesso, oltre che nel desiderato
appiattimento della camera di combustione, derivante dalla necessità di
diminuire il rapporto corsa/alesaggio per aumentare il regime massimo di
rotazione.
La variabilità geometrica così
introdotta ha permesso di realizzare rapidamente simulazioni per i tre modelli
di motore considerati; sostanzialmente è bastato premere i pulsanti per
cambiare la geometria e dare il via alla simulazione con l’apposito modulo
descritto nel seguito.
La semplificazione del profilo delle
camme è stata necessaria per poter usufruire della variabilità geometrica del
modello: infatti un profilo più realistico, come quello generabile con
l’Engineering Handbook, sarebbe ottenuto per punti, il che rende impossibile la
variazione degli angoli caratteristici e delle alzate al solo inserimento dei
valori desiderati di alzata e angoli caratteristici.
4 – Difficoltà incontrate
Le maggiori difficoltà incontrate
sono state in fase di assemblaggio. In particolare la mancanza dei riferimenti
è stata risolta con l’uso degli schizzi, che si sono rivelati molto utili anche
per la semplicità con cui se ne possono variare le dimensioni con poche quote.
L’altra difficoltà dell’assemblaggio è attribuibile invece a una carenza del
sistema, che come già detto non permette di utilizzare superfici ottenute da
loft nei vincoli di camma e di tangenza. Questo problema ha richiesto una nuova
modellazione delle parti interessate, con un procedimento decisamente meno
comodo che fa uso di protrusioni e scavi.
Per quanto riguarda la modellazione,
l’unico problema incontrato, che ha costretto ad una consistente
semplificazione, è stato quello relativo alle curve che descrivono il profilo
delle camme. Infatti un profilo realistico non sarebbe stato parametrizzabile.
Inoltre il modulo di simulazione
incluso nella versione 14 di Solid Edge, denominato Simply Motion, non permette
una soddisfacente modellazione dei contatti tra camme e bilancieri. Infatti
mentre tutti i vincoli dati nell’assieme vengono poi tradotti automaticamente
nei corrispondenti vincoli cinematici di Simply Motion, i vincoli di camma pur
presenti nell’assieme vengono ignorati. L’aggiunta successiva di questi è
risultata non realizzabile, dato che comporta numerose semplificazioni che non
sarebbero state soddisfacenti per
Per quanto riguarda la creazione
dell’esploso, la modalità automatica si è rivelata inutile, anche se la maggior
parte dei collegamenti è di tipo assiale, il che dovrebbe rendere immediata
l’individuazione della direzione corretta di scorrimento.
Particolarmente scomoda è la
disattivazione automatica delle parti nella modalità assieme, che costringe,
ogni volta che si voglia cambiare una quota nel foglio Excel che controlla il
modello, a riattivare tutte le parti.
5 – Applicazioni complementari
Per
superare i problemi detti a riguardo della simulazione si è fatto uso di Motion
Professional, una versione estesa del modulo già presente in Solid Edge, che
introduce molte funzionalità che si sono rivelate utili. In particolare, si può
attivare il contatto tra le parti, che rende possibile che esse si scambino
forze come dovrebbe in effetti avvenire tra camme e bilancieri e tra bilancieri
e bicchierino in testa alle valvole. Questo tipo di modellazione aumenta
notevolmente i tempi di calcolo (circa 40 minuti con il Pentium 1800 MHz
utilizzato per un solo giro completo di alberi a camme) ma migliora
significativamente il realismo della simulazione, dato che viene tenuto in
conto il reale impatto tra i materiali piuttosto che un vincolo cinematico del
tipo “muovi questo punto su questa curva”.
Inoltre sono state introdotte delle
molle di recupero (presenti in realtà ma non visibili sul modello in quanto
modellate solo in sede di simulazione come molle torsionali ideali) che
limitino le oscillazioni rese possibili dal gioco di
Per semplificare i calcoli si è
condotta la simulazione su metà del modello, che risulta chiaramente
simmetrico, eseguendo una sezione lungo un piano perpendicolare agli assi degli
alberi a camme.
Per analizzare i risultati si sono
utilizzati i grafici e i tabulati che Motion Professional mette a disposizione.
Si riporta il grafico nel tempo ottenuto per il movimento lungo l’asse della
guida delle valvole per la versione 999s.

Valvola
aspirazione

Valvola
scarico
Nonostante
la notevole semplificazione del profilo delle camme, gli andamenti nel tempo
delle alzate delle valvole sembrano abbastanza regolari. I tabulati su cui tali
grafici si basano sono esportabili come documenti di testo contenenti valori
separati da una virgola. Questi valori sono stati importati in Excel per
calcolare la corsa delle valvole come differenza tra alzata massima e minima e
verificare la reale corrispondenza con i valori richiesti. Si è riscontrata una
elevata precisione (decimi di millimetro) nei modelli di motore a minore
inclinazione delle valvole rispetto all’asse del cilindro, con una accuratezza
comunque buona quando tale angolo aumenta.
Altra
interessante funzionalità è quella dell’esportazione di animazioni della simulazione
ottenuta in formato avi, che permette una visualizzazione immediata del
corretto funzionamento del complesso. (Visualizza l’animazione 1 o 2).