
Facoltà di Ingegneria Meccanica
Corso di Disegno
assistito dal
Calcolatore I
Anno Accademico 2003/2004
Modellazione del motore a stella
Morton M-5 per aeromodello
STUDENTI
DOCENTE
Formentoni
Federico murdok@tele2.it
Pecorari
Mauro pecus82@tiscali.it
F.Mandorli
Ribichini
Remo remoribichini@tin.it
Teodori
Federico tfed@libero.it


1.Il
Prodotto
E’ stato modellato un motore MORTON-M5 per aeromodello (caratteristiche). Il moto
alternativo dei cinque pistoni (M5-2400)
viene convertito in moto rotativo all’albero motore (M5-2200)
grazie a una biella “master” di particolare configurazione (M5-2300), a
cui sono collegate le altre quattro bielle (M5-2700) e
montata ad eccentrico sull’albero motore stesso. Ad un’estremità di
quest’ultimo è montato il mozzo (M5-2900) sul
quale verrà inserita l’elica, mentre l’altra estremità è collegata all’ albero
movente (M5-3000-2)
del gruppo riduttore (M5-3000).
Questo permette il corretto funzionamento dei meccanismi ausiliari del motore:
l’accensione delle candele ad opera dello spinterogeno (M5-5000), e
la fasatura delle valvole grazie ad un meccanismo camma-punteria-bilanciere (immagine).
Sull’albero movente del riduttore è calettata un ruota dentata (M5-3000-6)
che ingrana con un’altra (M5-3000-9)
calettata sull’albero cedente (M5-3000-7),
il quale è direttamente connesso allo spinterogeno, in modo che la velocità
angolare venga ridotta di 1/2; infatti, essendo il motore a quattro tempi, ogni
due giri dell’albero motore, in ogni cilindro la candela viene accesa una sola
volta. All’altra estremità dell’albero M5-3000-7 è calettato l’ingranaggio M5-3000-12,
che, accoppiato con il M5-3000-4,
produce un rapporto di riduzione di 1/3.
Quest’ultimo ingranaggio è solidale con la camma (M5-3000-10)
che dunque ruota a una velocità angolare pari a 1/6 di quella dell’albero
motore. Infatti, ogni 6 giri dell’albero motore, in ogni cilindro si deve
azionare 3 volte la valvola d’aspirazione e altrettante volte quella di
scarico, e ciò viene svolto dalla camma, dotata di tre estremità, compiendo un
solo giro.
La corretta miscela aria-carburante viene invece realizzata dal
carburatore (M5-8000),
dotato di vite di regolazione (M5-8000-5) e di valvola a farfalla (M5-8000-3)
collegata al braccio dell’acceleratore (M5-8000-4)
Sono presenti vari cuscinetti a sfera, boccole, spine, distanziali
per permettere il corretto funzionamento.
I meccanismi sono infine alloggiati nella scatola dell’albero
motore (M5-2100),
nelle testate(M5-4001),
e nelle scatole del cambio (M5-3000-1)
e dello spinterogeno (M5-5001);
tutte giunte tra loro mediante bulloneria.

2.Strategia di modellazione
Ogni componente del gruppo ha modellato un certo numero di parti;
per una distribuzione equa si è cercato di assegnare una mole di lavoro che
tenesse conto della quantità di pezzi da modellare e della loro difficoltà;
inoltre abbiamo cercato di dividere il lavoro cercando di assegnare ad ognuno
pezzi appartenenti al medesimo gruppo funzionale.
Come risultato di questa strategia, ad esempio, un componente ha
modellato un solo pezzo molto complesso (la testata M5-4001), mentre un altro
ne ha eseguiti 17 ma di medio-bassa difficoltà; un altro ancora si è occupato
dell’intera scatola del cambio, Etc.
Data la gran mole di componenti modellati, con geometrie molto
differenti tra loro, non si è adottata un’unica strategia di modellazione. In
generale, si è comunque cercato di partire da protusioni base, sulle quali
venivano poi eseguiti scavi o altre protusioni, cercando di sfruttare al
massimo i comandi di campitura e copia speculare, ove possibile (per osservare
le singole feature utilizzate per ogni componente si veda il comando “riesegui
feature” sulla Edge Bar).
I cuscinetti a sfera, le ruote dentate e le viti, essendo pezzi
normati, sono stati importati dall’ Engineering Handbook.
Per quanto riguarda l’assiemaggio, si è in un primo tempo tentato
di assemblare sfruttando dei sottogruppi, tuttavia questa strategia è stata in
parte abbandonata per permettere,in seguito, un semplice utilizzo del modulo
Motion. Infatti un sotto-assieme presente in un assieme è considerato dal
programma come un corpo unico senza alcun grado di libertà. Perciò abbiamo
preferito assiemare il modello pezzo per pezzo (eccezion fatta per carburatore,
mozzo e spinterogeno), ma rispettando la corretta cinematica: nell’ ambiente
Assembly basta ruotare l’albero motore con il comando “Sposta” per vedere tutti
i pisoni muoversi di conseguenza, o muovere la camma per spostare il sistema
asta-bilanciere-valvola (ciò purtroppo non vale per gli accoppiamenti tra
ingranaggi che non sono supportati dall’ambiente Part).

3.Difficoltà incontrate
Numerose sono state le difficoltà, e di più tipologie:
1) Tavole
Per la modellazione sono state usate le tavole costruttive del
motore, tuttavia queste sono di origine anglosassone, dunque non rispettano le
norme UNI a cui si è abituati: misure espresse in pollici, a volte in
millesimi, a volte in frazioni del tipo 1/64 o 1/32; convenzione del terzo
diedro; simbologie differenti per i fori e per le viti ANSI, etc.
Inoltre, abbiamo rilevato numerosi errori nelle tavole: non solo i
disegni erano spesso approssimativi, ma c’erano anche quote errate ad esempio,
fori da accoppiare con quote diverse, oppure tavole che rappresentavano lo
stesso componente mostravano pezzi differenti (le tre tavole del carburatore
rappresentano in realtà tre carburatori diversi!) Infine sono state trovate grossolane
approssimazioni: 1/16 è pari a 0,0625, ma in una tavola era indicato 0,063;
mentre in quella del corrispettivo pezzo da accoppiare la quotatura indica
0,062 il che comportava errori in sede di assiemaggio.
2)Ambiente Part
Per i pezzi più semplici non si sono rilevate grosse difficoltà,
tuttavia nel caso della testata M5-4001 è stato molto complesso realizzare la
superficie esterna e, soprattutto, l’alettatura. Si è dovuto infatti modellare
ogni singola aletta, con più scavi e smussi per un totale di più di cento
feature.
In generale il comando Raccorda si è rivelato il più ostico da
utilizzare.
3)Ambiente Assembly
Nonostante l’apparente semplicità, abbiamo incontrato parecchi
problemi: montando dei componenti in una certa sequenza il sistema si rifiutava
di eseguire i comandi dati, con messaggi del tipo “aggiornare i collegamenti”
anche se questi erano in realtà aggiornati; poi montando gli stessi componenti,
con le stesse relazioni, ma in ordine diverso, si riusciva ad assemblare.
Inoltre, a volte, una relazione data in precedenza veniva persa o dava errore
senza che si fosse interferito in alcun modo con la parte in questione o con le
relazioni ad essa connesse (ad esempio montando lo spinterogeno si è persa una
relazione di coassialità tra scatole del cambio e dell’albero motore).
A volte si perdevano gradi di libertà senza che la nuova parte
inserita avesse nulla a che fare con il cinematismo: il caso più eclatante è
stato l’inserimento della testata sulla scatola dell’albero motore, che ha
inspiegabilmente eliminato il grado di libertà di cui godeva l’albero motore.
Infine si è notato che facendo una campitura su una parte con un
grado di libertà, non tutte le parti campite godevano della stessa proprietà.

4.Applicazioni
complementari
Sono stati realizzati alcuni filmati mediante il modulo Motion, i
vincoli in Assembly sono stati disposti con cura, così che potessero essere
esportati direttamente in ambiente Motion. Questo ha però riguardato solamente
il gruppo motore, non la camma e il riduttore, che presentano difficoltà nella
realizzazione dei vincoli ed anche di calcolo della cinematica da parte del software
stesso (si hanno notevoli tempi computazionali).
E’ stato dunque sviluppato un’ulteriore filmato, al solo scopo
dimostrativo, salvando venti frame dal programma e montandoli in sequenza con
un opportuno software. I frame sono stati ottenuti con il comando “salva come
immagine” e usando “sposta parte” al fine di ricostruire il moto del
meccanismo; è stato sufficiente ruotare l’albero motore, la camma e l’albero
riduttore rispettivamente di 36°,6° e -18° per ogni scatto.
Per la realizzazione delle tavole, i file sono stati esportati in
Autocad.
5.Ringraziamenti
Ringraziamo Sandro Ambrosi,
senza il quale non avremmo potuto realizzare questo progetto, inoltre, nel link
qui di seguito fornito è possibile visualizzare alcune foto del Morton M5 da
egli realizzato, oltre ad altri motori per aeromodelli.
http://digilander.libero.it/liguori/
