Corso
di Laurea in Ingegneria Meccanica

Corso
di Disegno Assistito da Calcolatore II
SVILUPPO
DI UN’IMBARCAZIONE A VELA MEDIANTE IL RHINOCEROS 3.0
Marco Ciarmatori
Matr. 1005974
1-
IL PRODOTTO
Il modello sviluppato rappresenta, in particolare nello scafo, un’imbarcazione a vela da regata di 45 piedi (circa 13,5m) ormai di qualche anno fa il “cori 45”. Le linee d’acqua sono state lasciate invariate (anche perché non mi ritengo assolutamente in grado di migliorarle) mentre il layout della coperta, la timoneria, una appendice e l’armamento sono state “modernizzate” in line con le più moderne creazioni dei progettisti più importanti del momento. Dalle due foto sottostanti si vede come i layout si sono evoluti negli ultimi anni e come lo scafo da me sviluppato assomigli a quello originario mentre per la coperta, ho cercato di ricrearla più simile possibile a quelle degli scafi day-cruiser varati negli ultimi due anni.

CORI 45'

TAKI 38'
2-
STRATEGIA DI
MODELLAZIONE
Per realizzare le più importanti linee di costruzione dello scafo ho importato gli schizzi originali della barca (scaricati dal sito del progettista) e, posizionandoli come bitmap di sfondo, ho potuto “ricalcare” i vari profili.
Per una più facile realizzazione e per garantire la perfetta simmetria ho sviluppato in principio metà scafo suddividendolo longitudinalmente e solo in seguito, dopo essere riuscito ad ottenere la superficie desiderata, ho unito l’altra metà dello scafo generata con il comando copia speculare. Ho dovuto fare alcune prove con varie tecniche per creare la superficie di scafo perfettamente periodica e priva di imprecisioni e spigoli, infatti è stato necessario suddividere la metà scafo a sua volta in due parti in una la poppa e nell’altra la prua. Utilizzando per ciascuna diverse ordinate,linee di scafo e di coperta è stato possibile generare due superfici senza difetti e riproducenti le vere linee d’acqua della barca originaria. Dopo aver unito la parte anteriore con quella posteriore ed essermi assicurato una continuità di curvatura, ho utilizzato il comando di copia speculare come descritto sopra.
Le due superfici, chiaramente identiche, erano quindi adiacenti ma comunque distinte. Prima di unire le due metà è stato necessario (come anche in precedenza per unire la prua con la poppa) l’utilizzo del comando combina superfici tramite il quale è stato possibile imporre le condizioni necessarie per rendere lo scafo “liscio”. Infine unendo le superfici adiacenti sono riuscito a ricreare la carena del CORI 45.
Il guscio dello scafo è stato successivamente chiuso mediante superfici piane. Per garantire la perfetta adiacenza della coperta e dello specchio di poppa con la carena, ho dovuto far intersecare un po’ le superfici in modo da poter utilizzare il comando suddividi o tronca per eliminare i pezzi di piano sporgenti dallo scafo. Questa tecnica si è rivelata efficace anche in seguito per definire in modo preciso tutti i bordi fra due o più superfici.
Il pozzetto è stato generato,invece, mediante l’utilizzo dello sweep a un binario.
Proseguendo lo sviluppo del cori45 è stato necessario importare altre curve dai bitmap di sfondo per individuare i profili, le dimensioni e le posizioni di appendici e armamento mentre le sezioni sono state disegnate da me basandomi solo sulla mia esperienza. Come si può vedere dal bitmap la chiglia originale era di tipo classico e, per far guadagnare qualche anno al progetto, è stata sostituita con una (di mia invenzione) più prestante e moderna simile a quelle di tutti gli scafi racer di adesso. Anche tutto l’armamento (albero, boma, bompresso e sartiame) è stato sviluppato da me nel modo più realistico possibile in quanto non sono riuscito ad entrare in possesso di altri schizzi originali del progettista.
In ultimo, solo per rendere più verosimile la visione del cori 45, ho solamente “abbozzato” le due vele che l’imbarcazione userebbe in una andatura portante.
3-
DIFFICOLTA’
INCONTRATE
Le difficoltà incontrate sono state molteplici. Sicuramente la più complicata si è rivelata quella della corretta metodologia di sviluppo di superfici non simmetriche e irregolari come per esempio la metà scafo o le vele. Per trovare infatti il modo più o meno corretto per procedere sono dovuto ricorrere a diversi tentativi aumentando, suddividendo in più parti o modificando le curve da cui bisognava sviluppare la superficie in questione. Per lo scafo sono riuscito ad ottenere un risultato accettabile ma per il gennaker sarebbero servite a mio avviso (oltre alla più esperienza nel rappresentare vele) un maggior numero di linee di costruzione in modo da poter suddividere la complicata superficie in pezzi più piccoli e semplici.
Un altro aspetto che mi ha rallentato è stata la difficoltà nel rappresentare curve non piane (in 3D), infatti, non avendo mai lavorato a lungo in tre dimensioni, capire come muoversi nello spazio se non si può utilizzare un piano rimane un po’ più laborioso. E questo si è riscontrato anche quando sono andato a posizionare i vari pezzi (soprattutto dell’albero) o quando dovevo iniziare o terminare una qualunque curva. Per facilitarmi il compito ogni parte del disegno è stata assegnata ad un diverso livello in modo da poterla disattivare per rendere più chiara la visualizzazione della parte su cui si sta lavorando ed evitare di selezionarla per errore.